Consigli

La Fascia porta bebè ed il contatto con il genitore

fascia porta bebè

Tentare di mettere il proprio bambino nella carrozzina, può rivelarsi molto difficile per i neogenitori.

La cosa può infatti essere più problematica di quanto si pensi: quando si cerca di mettere il bimbo nella carrozzina, egli può reagire male, iniziando a gridare a pieni polmoni e diventando tutto rosso.

Ovviamente questo va ad attirare gli sguardi curiosi dei passanti, e l’esperienza può quindi risultare piuttosto sgradevole.

Ma perché il bambino non gradisce stare nella carrozzina?

Bisogna considerare che il piccolo ha trascorso nove mesi nel grembo materno, un luogo caldo, chiuso, accogliente e che lo faceva sentire protetto. Dunque, potrebbe non gradire lo spazio troppo aperto e magari freddino della carrozzina.

Cosa fare, allora?

Una soluzione può essere rappresentata dall’arrotolare delle copertine e sistemarle intorno al bambino, in modo da “riempire gli spazi vuoti”. In questo modo, il bimbo si sentirà più protetto.

Perché utilizzare la fascia porta bebè?

In alternativa, potrebbe essere molto utile fornirsi di una fascia porta bebè. Anche questa, infatti, contribuisce a far sentire il bambino più al sicuro, e anche se può sembrare una soluzione un po’ particolare, il suo utilizzo si sta diffondendo in misura sempre maggiore.

La fascia porta bebè deve le sue origini alla cultura africana. Le mamme africane sono solite trasportare i loro bambini, anche quando sono più grandicelli, con queste fasce. La comodità di questo tipo di soluzione sta facendo sì che venga apprezzata sempre più anche dalle mamme moderne, pur non essendo appartenenti alla cultura africana.

Se inizialmente le fasce porta bebè non venivano viste di buon occhio, in quanto considerate un po’ eccentriche, oggi sono in forte aumento i genitori che le utilizzano, così come i pediatri che le consigliano. Come già accennato, le fasce rappresentano una soluzione piuttosto comoda, in quanto evitano ai genitori di dover portare con sé cose piuttosto ingombranti.

Per esempio, viaggiare in autobus con un passeggino o un ovetto risulterebbe abbastanza difficoltoso mentre, al contrario, la fascia per bebè potrebbe risultare davvero pratica e utile.

Un alto vantaggio delle fasce per bebè è rappresentato dal fatto che il bambino, accoccolato a contatto col genitore, si rilassa così tanto che spesso finisce con l’addormentarsi. Questo può essere un forte punto a favore, se consideriamo che alcuni genitori hanno grandi difficoltà a far addormentare i loro piccoli.

Ma di cosa sono fatte queste fasce?

Ce ne sono di diversi tipi. Possiamo, infatti, avere fasce più semplici, realizzate in cotone, oppure fasce più moderne e tecnologiche. Queste ultime sono molto veloci sia da indossare che da togliere.

Non abbiamo che l’imbarazzo della scelta, dunque! Quello che però va tenuto ben presente, è che non bisogna mai improvvisare delle fasce fai da te. La sicurezza dei piccoli è la cosa più importante, ed è quindi necessario garantirla procurandosi modelli solidi che li sorreggano in maniera adeguata.

Alcuni potrebbero opporsi all’utilizzo di questo strumento, lamentando il fatto che i bimbi in questo modo potrebbero viziarsi. Bisogna però considerare che i bambini hanno un vero e proprio bisogno fisico di stare a contatto con la mamma. Al momento della nascita, c’è un bisogno di contatto reciproco tra madre e figlio, che continua anche nei giorni e nei mesi successivi.

Questo bisogno, andrà poi riducendosi gradualmente quando il bambino inizierà a prendere consapevolezza di sé e dell’ambiente circostante, diventando più autonomo. Dunque, tenere i piccoli nella fascia non andrà a renderli più dipendenti e viziati, ma contribuirà invece a rassicurarli.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *